LETTERA A
Acanto
Elemento decorativo costituito da volute vegetali stilizzate, ispirate alla forma frastagliata dell'omonima pianta erbacea. Nell'antichità classica la foglia d'acanto è un elemento costitutivo del capitello della colonna corinzia. Dal Rinascimento in poi il motivo è usato nella decorazione di oggetti e soprattutto nell'intaglio del mobile in diverse forme.
Agata
Pietra dura, varietà del calcedonio, striata in vari colori (grigio, verde, rosso, azzurro). Modellata in una sorta di punta lunga e arrotondata, di varie forme e misure; anticamente veniva inserita all'estremità di un manico e utilizzata allo scopo di lucidare le superfici dei mobili.
Alburno
parte più esterna del tronco, a contatto con la corteccia. È la zona più tenera del tronco la cui funzione principale è la conduzione di sali minerali solubili dalle radici alle foglie. È composto di fibre grosse, ricche di linfa. Con il passare degli anni si trasforma in durame.
Alzata
Termine usato per designare la parte superiore dei mobili a due corpi (come le credenze, i trumeau, i cassettoni a ribalta).
Angaletto
Con l'espressione ad angaletto si designa, nei mobili, il taglio o la giunzione dei pezzi a 45° gradi.
Angoliera
Mobile di forma angolare, chiamato anche cantonale o cantoniera, destinato a occupare un angolo. Può essere di dimensioni e tipologie differenti - con scaffali a vista, a una o due ante, con sportelli in legno o in vetro - e collocata anche a coppie o, più raramente, in quattro esemplari. Le angoliere ebbero particolare successo in Francia (ove erano dette encoignures) nel XVIII° secolo, in accordo con il gusto dell'epoca che, smussando od occultando gli angoli, voleva creare ambienti graziosi e accoglienti.
Anta
Sportello di mobili a battenti come credenze o armadi, la cui conformazione e decorazione - dipinta, intarsiata o intagliata - ha seguito gli stili in voga nelle varie epoche. Il termine viene inoltre impiegato per indicare le imposte delle finestre, gli stipiti delle porte o gli sportelli dei polittici.
Arte povera
Tipo di decorazione di mobili largamente in uso a Venezia nel Settecento a imitazione della più raffinata e costosa lacca orientale. Le figure, i paesaggi e i vari motivi ornamentali, anzichè essere dipinti direttamente su legno, venivano ritagliati da stampe e incisioni e applicati alla parte da decorare con una colla forte. Si procedeva quindi alla loro colorazione e alla stesura di diversi strati di una vernice trasparente, la sandracca, che conferiva omogeneità e brillantezza alla superficie, mascherando in tal modo lo spessore della carta.
Asso di coppe
Motivo decorativo a profilo curvilineo, panciuto in basso e strozzato nella parte superiore, secondo il quale venivano spesso sagomate nel XVI secolo, soprattutto in Toscana, le assi che sostituivano talvolta le comuni gambe dei tavoli o degli sgabelli. Il medesimo disegno compare di frequente nell'arte figurativa rinascimentale e ancora durante il Seicento.
LETTERA B
Balaustra
Elemento architettonico-decorativo, a forma di colonnina o pilastrino, inserito tra due elementi orizzontali (basamento e trabeazione). Solitamente hanno sostegni a balaustro tavoli e sedili tardorinascimentali. La successione di balaustri è la balaustrata.
Baldacchino
Elemento di copertura e protezione di un trono, di un seggio curiale o di un letto. Di origine orientale, introdotto in Occidente fin dall'epoca imperiale romana, è costituito da un telaio di legno poggiante su colonne di sostegno e rivestito di tessuti ricadenti, piu' o meno drappeggiati, che isolano il trono o il letto dall'ambiente circostante.
Bandella
Ala laterale ribaltabile del piano di un tavolo, al quale è fissata per mezzo di una cerniera.
Basamento
Nel mobile rinascimentale, come in architettura, la parte inferiore che costituisce la base su cui si impostano tutti gli elementi verticali; è caratterizzata da forti modanature.
Becco di civetta
Modanatura, che deriva il nome dalla somiglianza con il rostro della civetta, costituita da una curva concava e una convessa unite a spigolo vivo. Fu largamente impiegata fin dall'antichità per articolare fregi, sostegni e capitelli e, in epoca moderna, per definire il profilo di alcuni mobili per lo più di ispirazione classica.
Bergère
Poltrona ideata in Francia verso il 1730 e diventata tipica dello stile Luigi XV. E' costituita da uno schienale che si unisce ai braccioli pieni con un profilo continuo, formando un unico blocco; è solitamente corredata da un cuscino mobile. Nella variante "a confessionale", con i braccioli arretrati, il poggiatesta imbottito e grandi orecchie laterali, sopravvive nell'arredamento moderno, anche pubblico.
Biffa
elemento di legno, o altro materiale, sagomato a farfalla e fissato a cavallo di una lesione allo scopo di controllare eventuali allargamenti.
Bisellatura
Smussatura a taglio inclinato degli spigoli di un piano.
Boiserie
Espressione francese che designa il rivestimento di un interno (pareti, soffitti, pavimenti) con pannelli lignei. Già amato da principi e signori del Rinascimento per i loro studioli - splendidi esempi, impreziositi da intarsi raffinati, sono quelli del duca Federico da Montefeltro a Urbino e di Francesco I de Medici a Firenze -, ebbe una straordinaria applicazione nelle sfarzose dimore della Francia del Settecento, dove si arricchìrono di decorazioni a intaglio, di intarsi in madreperla, di dorature e laccature, di pannelli dipinti o ricoperti di specchi.
Bolo
nella doratura a bolo il supporto viene ricoperto da una o più stesure di bolo - una terra argillosa. Una volta asciugato lo strato così preparato si stende una preparazione a base di chiara d'uovo e acqua su cui viene fatta aderire la foglia d'oro; infine si brunisce con dente di cane o di lupo e si decora con punzoni a pressione
Bombatura
Conformazione tipica di alcuni mobili settecenteschi aventi fronte e fianchi panciuti, spesso con rientranza accentuata nella parte inferiore. Cassettoni, scrittoi e commodes bombati (bombès) caratterizzarono l'arredo francese dell'epoca, soprattutto in stile Luigi XV, ma ebbero notevole diffusione anche in Inghilterra e in Italia, dove vennero definiti "alla francese".
Buffet
Voce francese di incerta etimologia che indica un mobile atto a contenere e a esporre piatti e vivande. In epoca gotica era costituito da un cassone con apertura frontale posto sopra un tavolo; nei secoli seguenti modificò la propria struttura: la parte inferiore si configurò come una credenza e la superiore come un'alzata rientrante con ripiani a vista o schermati da vetri. Con tale tipologia il buffet venne adottato soprattutto dalla media e bassa borghesia come mobile per la sala da pranzo.
Bureau
Termine francese usato per indicare lo scrittoio o la scrivania. Deriva dalla parola burè, che nel medioevo designava il panno di lino grezzo che veniva steso sui tavoli usati dai chierici per scrivere. Il tipo più classico è il "bureau plat", costituito da un ampio tavolo rettangolare, ricoperto in cuoio o velluto, e da una fascia a tre cassetti; se il piano è sormontato da un rialzo a cassettini e scomparti, è detto "à gradin". Il "bureau Mazarin" viene comunemente considerato come la più antica forma di scrittoio; è un mobile costituito da due corpi laterali a cassetti, poggianti su quattro gambe ciascuno, e da un vano centrale chiuso frontalmente da un pannello. Nel periodo Luigi XV entrò in uso il "bureau a dos d'ène", una scrivania per signora di piccole dimensioni e dalle linee eleganti. E' caratterizzata da due piani per scrivere opposti, separati da un'alzata e coperti ciascuno da una ribalta, ed è dotata di una fascia sagomata a mantovana con cassettini. Se è provvista di una sola ribalta è detta "bureau en pente". Molto diffuso nel Settecento fu il "bureau à cylindre", caratterizzato da un'alzata - contenente cassetti e scomparti per il materiale di cancelleria - chiusa da una saracinesca a rullo rientrante.
LETTERA C
Cabinet
Mobile francese - nato assai probabilmente sul modello dello stipo rinascimentale italiano - avente la funzione di custodire e conservare gioielli e oggetti preziosi. In origine era un parallelepipedo portatile a due sportelli che, aperti, rivelavano una serie di cassettini sovrapposti inquadranti una cavità, chiusa a sua volta da un'antina. Verso la metà del Cinquecento assunse una tipologia più complessa, configurandosi come un mobile a due corpi sovrapposti: quello superiore con cassettini e scomparti celati da ante o da un piano calatoio e arricchito da intagli, intarsi, dorature, lacche; quello inferiore costituito da un piano con sostegni variamente lavorati, talvolta a forma di cariatidi, oppure da un cassone rettangolare, con cassettini analoghi ai precedenti. Col medesimo vocabolo si indicò in Francia, a parire dal Cinquecento, anche un piccolo ambiente - corrispondente allo studiolo italiano - destinato allo studio e alla conservazione di piccoli oggetti rari.
Capitello
Membratura architettonica che raccorda il fusto di un sostegno - colonna, pilastro, parasta,lesena - alla struttura soprastante, arco o architrave. E' in genere strutturato in una parte superiore, l'abaco, cui è affidata la specifica funzione architettonica, e una inferiore, l'echino, a carattere soprattutto decorativo. Ai tipi dorico, ionico, corinzio, canonizzati dall'arte greca, si aggiunsero più tardi il tuscanino e il composito. In epoca rinascimentale trovò ampio impiego in ebanisteria.
Capitonnè
Tipo di imbottitura largamente usata nel Settecento e nell'Ottocento per trapuntare poltrone, sedir e testiere di letti. In origine era costituita da capiton, una sorta di cascame di seta, e fissata con del filo fermato da un bioccolo del medesimo materiale.
Cappello, a
Espressione riferita a un tipo particolare di cimasa, spesso sormontata da una fascia di cornici, posta a coronamento di alcuni mobili inglesi e americani. E' tipica in particolare dei cassettoni a due corpi in stile Queen Anne. I corrispondenti termini inglesi sono bonnet top e hooded.
Cariatide
Statua femminile utilizzata nel mondo greco (VI e V secolo a.C.) come sostegno di architravi, cornici, mensole o analoghe membrature architettoniche; famose sono le cariatidi dell'Eretto di Atene (V secolo a.C.). Con una funzione meramente ornamentale la cariatide venne impiegata in epoca rinascimentale e neoclassica anche in ebanisteria. L'etimologia della parola è incerta: secondo Vitruvio risalirebbe alle donne della Caria, antica regione dell'Asia Minore, costrette dai Greci alla schiavitù. A volte il termine viene impiegato per designare le corrispondenti figure maschili, più propriamente chiamate atlanti o telamoni.
Cassapanca
Mobile assai diffuso in Italia durante il Rinascimento (ma già comparso nel Medievo) costituito da un cassone, che fungeva da sedile e da ripostiglio, e da un dorsale completato successivamente da braccioli. Mentre i primi esemplari si connotavano per l'equilibrio delle proporzioni e la sobrietà della decorazione, nel Cinquecento le forme si fecero più imponenti e i motivi ornamentali - intagliati o scolpiti - sempre più ricchi ed elaborati. A partire dal XVII secolo le sue funzioni vennero meglio assolte dal divano e da altri mobili come il baule o l'armadio, mentre sopravvisse nelle forme originarie come arredo di rappresentanza.
Cassettone
Mobile a cassetti dal corpo rettangolare e dai sostegni molto corti. Nacque probabilmente verso la fine del XVI secolo come evoluzione del cassone, che negli esemplari più tardi era provvisto talvolta di uno o due cassetti. Equivalente alla commode francese, il cassettone si sviluppò secondo tipologie che seguirono i vari stili, variando le dimensioni generali, l'altezza dei sostegni e i modi decorativi. Passò dalle forme rigide e pesanti seicentesche alle linee più morbide e aggraziate del secolo successivo, che conformò deliziosi cassettoni bombati, impiallicciati con legni preziosi e arricchiti da ornamenti laccati o in bronzo dorato.
Cassone
Mobile basso, di forma parallelepipeda, provvisto di un coperchio fissato a cerniera. Veniva fabbricato spesso in occasione di nozze ed era destinato a contenere o a trasportare abiti, biancheria o altri oggetti d'uso. Data la sua estrema funzionalità, fu tra i pezzi di arredamento più diffusi nell'antichità, soprattutto in età medioevale. Splendidi esemplari intarsiati o dipinti furono realizzati in Toscana nel Quattrocento, anche da artisti come Botticelli e Paolo Uccello. Nel corso del Seicento entrò in crisi parallelamente allo sviluppo di altri mobili come divani, gli stipi, gli armadi e i cassettoni.
Centina
Struttura provvisoria messa in opera per sostenere, durante la loro costruzione, archi e volte. Per analogia, con la medesima voce vengono designate anche le parti curve di architetture, mobili o cornici di polittici.
Certosina, intarsio alla
Tipo di intarsio costituito da minuti tasselli in legno e in osso, avorio o madreperla tagliati secondo motivi poligonali e commessi tra loro a formare disegni geometrici. Le essenze privilegiate erano l'ebano, il bosso e il tasso, mentre il supporto era generalmente in noce. A partire dalla fine del Trecento, ma soprattutto nel Rinascimento, gli ebanisti dell'Italia settentrionale realizzarono con tale tecnica piccoli scrigni o cassettine e impreziosirono arredi sacri e stalli corali. Questa tecnica fu assai praticata dai frati certosini, dai quali mutuò probabilmente il nome.
Chiodi alla traditora
In ebanisteria, sono così definiti i chiodi inserii di sbieco, in posizione nascosta.
Cimasa
In architettura, indica la modanatura posta con funzione decorativa a coronomento degli edifici; il termine è comunemente usato anche in ebanisteria con riferimento alle analoghe articolazioni delle parti superiori di mobili o di specchiere e cornici di particolare rilevanza.
Cipolla, piede a
Sostegno di forma cilindrica, leggermente compresso ai poli, particolarmente utilizzato a partire dalla fine del XVI secolo per mobili di considerevoli dimensioni come armadi, credenze e cassettoni.
Cofano
Tipo di cassone munito di coperchio e spesso di maniglie, attestato fin dai tempi più antichi come contenitore di oggetti di vario genere. Rispetto alla cassa è costruito con materiale di maggior pregio ed è spesso rivestito di cuoio. Un particolare tipo di cassone è il forziere, destinato per la sua struttura massiccia, per la suddivisione interna a scomparti e per le robuste serrature a custodire oggetti di valore.
Coiffeuse
Piccolo mobile di origine francese, assai in voga nello stile Impero, di uso tipicamente femminile. E' costituito da un piano rettangolare, di norma in marmo bianco, sormontato da uno specchio ovale, circolare o rettangolare fissato a due montanti dotati di viti a perno. I sostegni hanno linee eleganti, a forma di lira o di X.
Commode
Mobile francese, corrispondente all'italiano cassettone (vedi), nato alla fine del XVII secolo e divenuto nel secolo successivo uno dei pezzi di arredamento fondamentali delle dimore del tempo. Mediamente alta 80 cm, a due o più cassetti, la commode seguì nelle sue forme il gusto delle varie epoche: con alti sostegni e due cassetti nettamente differenziati agli inizi; bombata, con gambe a serpentina e una decorazione frontale dissimulante la divisione dei cassetti nello stile Luigi XV; più squadrata e lineare con Luigi XVI. Gli esemplari di maggior pregio sono impreziositi da impiallacciature, intarsi, decorazioni laccate e applicazioni in bronzo.
Commode en console
Tipo di commode che in epoca Luigi XV veniva in genere collocata sotto uno specchio con funzione di console. Rispetto alle tipologie consuete presenta sostegni più allungati e un unico cassetto.
Comodino
Mobile di piccole dimensioni da porsi accanto al letto. I primi esemplari, risalenti all'inizio del Settecento, erano una sorta di armadietto, dal corpo piuttosto alto poggiante su brevi gambe, con sportello e cassetto superiore. Successivamente, soprattutto in epoca neoclassica, le forme si ingentilirono e il comodino si configurò come un piccolo tavolo con esili sostegni e il piano spesso ricoperto in marmo.
Console
Voce francese che indica un tavolo fissato a una parete, in genere al di sotto di uno specchio, con scopo più ornamentale che funzionale. Nata durante il regno di Luigi XIV, si sviluppò tipologicamente secondo i diversi stili, conservando sempre forme eleganti. E' generalmente priva dei sostegni posteriori, ma può anche presentare un unico supporto figurato; il piano, poco sporgente, è spesso realizzato in marmo. Corrispondente all'italiano "mensola", il termine viene anche utilizzato, per estensione ma impropriamente, con riferimento a qualsiasi tavolo da muro.
Controimpiallacciatura
Procedimento tecnico che consiste nell'applicare i fogli di legno dell'impiallacciatura di un mobile l'uno sull'altro a controfilo, col proposito di contenere il più possibile gli effetti degli assestamenti del materiale.
Cornice
In ebanisteria indica una modanatura che circoscrive una campitura uniforme.
Cornucopia
Motivo decorativo di origine classica che simboleggia l'abbondanza e la fertilità. Si configura come un corno tendenzialmente spiraliforme ricolmo di frutta, fiori e foglie. In ebanisteria, la "gamba a cornucopia" è un particolare sostegno tipico di alcuni divani e letti "alla greca" appartenenti agli stili Regency e Direttorio americano.
Credenza
Nel Medioevo era un basso tavolino che veniva posto accanto alle mense più ricche per reggere i piatti con le vivande destinate a essere assaggiate, prima di essere servite, dal "credenziere", al fine di scongiurare il pericolo di un eventuale avvelenamento per i signori. Il termine, nelle epoche successive, passò a indicare il mobile che conservava i servizi da tavola o, temporaneamente, i cibi. Nei modelli più antichi aveva struttura semplice, bassa e larga, con sportelli ed eventuali cassetti al di sotto del piano di appoggio; in seguito complicò le sue forme, fino ad avere due corpi sovrapposti, di cui quello superiore arretrato. La credenza fu largamente utilizzata dal Rinascimento fino a tutto l'Ottocento, soprattutto nelle sale da pranzo delle famiglie borghesi, dove spesso appariva in coppia con la denominazione di buffet e contro-buffet. E' un mobile tipicamente italiano - forse sviluppatosi dal medievale cassone - che esercitò tuttavia importante influenza nell'arredamento francese e inglese.
LETTERA D
Decapaggio
Dal francese dècaper (letteralmente, raschiare, togliere la copertura), il termine indica il processo tecnico attraverso il quale alcuni mobili vengono liberati dalle vernici, dagli smalti, dalle ridipinture o dalle patine formatesi nel corso del tempo, e riportati allo stato naturale.
Dima
Voce lombarda di origine greca (prova), che designa la sagoma usata per tagliare il legno secondo le forme di un disegno precostituito.
Divano
Derivato dal persiano diwan, a partire dal XVII secolo il termine indica un sedile per più persone, in seguito dotato di schienale e braccioli imbottiti. La sua origine va ricercata nella cassapanca rinascimentale, già dotata di schienale e braccioli, comune nelle ricche dimore europee del Seicento.
Doratura
Applicazione dell'oro in lamina o in polvere su supporti diversi. Due le tecniche principali di doratura: a bolo e a missione.
Dormeuse
Sorta di poltrona a sdraio con schienale rialzato o di divano con spalliere imbottite di differente altezza sui lati brevi. Chiamata anche mèridienne, vene usata soprattutto nel Settecento, anche in Italia, come letto da giorno.
Dresser
Voce inglese usata in riferimento a due tipi di mobili. Il primo, presente in Inghilterra negli arredi di campagna dal Medioevo a tutto il Settecento, era una sorta di credenza a due corpi: quello superiore a scaffali aperti e quello inferiore a cassetti e sportelli. Il secondo era un lungo tavolo con sostegni torniti e fascia a cassetti. In questa accezione il termine venne usato solo dopo la Restaurazione.
Durame
Zona del tronco che circonda il midollo. È la parte principale del tronco, costituita da una massa compatta e resistente capace di immagazzinare sostanze di riserva. Ha una struttura ad anelli concentrici.
LETTERA E
Ebanista
Il termine designa l'artigiano specializzato nella lavorazione dell'ebano, ma viene comunemente adottato in riferimento a qualsiasi lavoratore di legni pregiati, esperto nel rifinire e decorare i mobili con impiallacciature, intarsi e intagli. In questa accezione deriva da èbèniste, termine usato in Francia dal XVII secolo per distinguere l'artigiano artista dal semplice falegname.
Encausto
Nome di origine grca ("incidere col fuoco") che designa quella tecnica pittorica che utilizza la cera riscaldata come legante per i pigmenti. E' chiamato così anche un modo per incerare il mobile (vedi Finitura).
Etagère
Mobile di piccole dimensioni, a ripiani, in voga nella Francia del Settecento soprattutto in provincia, ma abbastanza usato anche in Italia. Esistente in diversi modelli, veniva appeso alle pareti o collocato sopra un altro mobile ed era adibito all'esposizione di vasellame o di oggetti di diverso tipo. Molto diffuso anche nei periodi successivi, indicava uno scaffale con ripiani a giorno, in genere poggiante sul pavimento.
LETTERA F
Fastigio
In ebanisteria, elemento decorativo posto nella parte superiore di un mobile spesso in forma di timpano spezzato.
Festone
Motivo ornamentale usato in architettura, pittura, scultura ed ebanisteria, costituito da un fascio di fiori, foglie, frutti variamente intrecciati e tenuti insieme con nastri o altro. Può assumere un andamento a cordone oppure a ghirlanda e comparire isolato o, più generalmente, iterato in modo da costituire un fregio. Fu molto usato nell'arte classica e venne poi ripreso in epoca rinascimentale, barocca e neoclassica.
Formella
Elemento costituito da una lastra di forma varia ma regolare (quadrangolare, circolare, a losanga, etc.), decorata con svariate figurazioni a mosaico, a tarsia o scolpite. Come elemento decorativo è particolarmente usata nell'architettura gotica, in quella romanica e durante tutto il Quattrocento. Dal Rinascimento questo tipo di decorazione viene praticato soprattutto in ebanisteria e formelle in legno, metallo, ceramica o altro materiale sono utilizzate per decorare sia i fronti sia le fiancate dei mobili.
Forziere
Tipo di cassa di dimensioni intermedie, tra il cofano e il cassone, di struttura robusta e munita di un sistema di chiusura molto sicuro. Viene costruito in legno e metallo, spesso con rinforzi angolari e decorazioni intarsiate o in ferro battuto. All'interno può presentare una sudduvisione in scomparti o cassettini e all'esterno due maniglie che ne facilitano il trasporto. E' diffuso soprattutto in Italia Settendrionale per la custodia di denaro, oggetti preziosi e documenti importanti. Con tale significato il termine è usato dal XVI secolo, mentre prima era sinonimo di cassa, cassone e cofano.
Fratina, fratino
In ebanisteria il vocabolo indica un tavolo rinascimentale, (tipico dei refettori dei conventi) dalla forma stretta e allungata, con sostegni congiunti da una traversa oppure da due assi sagomate. E' chiamata fratina anche una robusta sedia toscana, derivata dal seggiolone cinquecentesco, dalla struttura massiccia e dalle linee severe, caratterizzata da uno schienale composto da due o tre cartelle sovrapposte riccamente decorate.
Fregio
Nelle arti applicate e in ebanisteria, è una composizione ornamentale - scolpita, intagliata, intarsiata o dipinta - svolta secondo uno sviluppo orizzontale.
Frontale
In mobili di grandi dimensioni (come armadi e credenze) e di impianto architettonico è la parte superiore, che ha funzione di coronamento. Il termine si adatta bene a certi arredi di epoca rinascimentale.
LETTERA G
Gattelli
Elementi di rinforzo di forma triangolare inseriti negli angoli novecenteschi. A volte vengono utilizzati anche nel restauro.
Graticcio
Struttura intrecciata di legni leggeri, come canne o vimini, che è stata ed è tuttora impiegata in ebanisteria, con intenti ornamentali oltre che funzionali, per gli schienali e i braccioli di sedie e poltrone. Come puro elemento decorativo si trova su mobili barocchi francesi e italiani.
Gruppini
Tipo particolare di chiodi molto sottili utilizzati dagli ebanisti per fissare un lastrone alla struttura del mobile; servono anche nel caso in cui non è possibile utilizzare le morse, verranno successivamente rimossi.
LETTERA I
Imbarcamento
Distorsione nel senso della lunghezza che si verifica in piani di legno o travi, dovuta generalmente all'umidità e a un carico eccessivo nella parte centrale, che assume così una forma arcuata.
Incastro
Modo in cui, fin dal XVI secolo, i falegnami univano le assi di legno senza usufruire di collanti o di chiodi, ma intagliandone i bordi secondo un sistema di sporgenze e di rientranze in grado di combaciare perfettamente all'atto della congiunzione. A seconda dei tipi di unione, l'incastro, chiamato anche assembramento, può essere: a coda di rondine, a tenone e mortasa (a cava e penola, a maschio e femmina), diritto, a mezzo e mezzo, a lingua, a forcella.
Inginocchiatoio
Mobile usato per la preghiera, un tempo presente, oltre che nelle chiese, nelle camere da letto di molte case private. Di norma è articolato a due piani: quello superiore per appoggiare i gomiti e quello inferiore per le ginocchia.
Intaglio
Tecnica decorativa realizzata asportando parte del materiale con appositi strumenti secondo determinati disegni. E' uno dei procedimenti ornamentali più usati nelle arti applicate; l'intaglio può essere realizzato a incavo, a rilievo (che a seconda del grado di sporgenza viene definito basso, medio o alto) e a traforo, se passa l'oggetto da parte a parte.
Intarsio
Tecnica di ebanisteria che utilizza tasselli di varie essenze applicati, a secco o tramite colle, a un supporto secondo un determinato disegno. Lo stesso termine indica il lavoro così ottenuto, più propriamente detto tarsia. Conosciuto fin dall'antichità, ebbe il suo momento di maggior splendore nel Trecento e soprattutto nel Quattrocento, quando venne impiegato nella fabbricazione degli arredi sacri - come cori lignei e armadi di sacrestia - oppure degli studioli di corte. Dal XV secolo, oltre alle normali essenze (noce, acero, quercia, alberi da frutto) lasciate allo stato naturale, vennero inseriti nell'arte dell'intarsio, che andava avvicinandosi al linguaggio della pittura, anche tasselli colorati tramite particolari procedimenti di bollitura o addirittura ridipinti. Spesso si utilizzarono anche altri materiali, quali madreperla, osso, avorio, rame, ottone.
LETTERA L
Lacca
Propriamente, resina vegetale ottenuta per incisione della corteccia di Rhus vernicifera, o "albero della lacca", che cresce in Cina, Giappone e Cambogia; costituisce la componente di base per la fabbricazione di una pregiata vernice usata per decorare oggetti d'arte. Per estensione si usa il termine lacca anche per indicare altri tipi di vernici trasparenti od opache di origine animale, vegetale o sintetica. La cosidetta lacca del Giappone si otteneva attraverso lunghi e complessi procedimenti ed era utilizzata per il rivestimento di oggetti di pregio, i cui pannelli ricevevano fino a diciotto strati di lacca. Queste operazioni richiedevano tempi lunghissimi, oltre che una magistrale esecuzione tecnica. I colori prevalenti nelle decorazioni cinesi sono i marroni, i blu, i rossi e il verde scuro, mentre tipici della lacca giapponese sono le applicazioni di oro o argento in foglio. Scoperta dai Gesuiti in Cina e in Giappone, la laccatura divenne di moda in Europa nel Settecento in seguito alla massiccia importazione dall'Estremo Oriente di pannelli già laccati da inserire o da incorniciare in fronti, ante di mobili o paraventi. Tra i diversi tentativi attuati dagli Europei per imitare gli effetti della lacca orientale, largo successo ottenne la vernis Martin, messa a punto a Parigi dai fratelli Martin con un procedimento rimasto segreto.
Laccatura
In ebanisteria, tecnica orientale impiegata per impreziosire e meglio conservare mobili e oggetti di pregio. Era realizzata stendendo più strati sottilissimi di lacca - che venivano lasciati asciugare uno a uno - sulla superfice lignea, predisposta con una tela più volte ripassata con mani di colla e gesso al fine di renderla liscia e compatta. Sull'ultimo strato, levigato con la polvere di pomice, si stendeva quindi una mano di tempera colorata che fungeva da sfondo alla decorazione; questa veniva infine ricoperta da una vernice protettiva trasparente.
Lastronatura
Operazione analoga all'impiallacciatura, con la quale si riveste una struttura, generalmente in legno dolce, con essenze lignee di maggior pregio tagliate in lastre di spessore variabile: mentre nel Cinquecento i lastroni raggiungevano anche i 3-4 mm, a partire dall'Ottocento si assottigliarono progressivamente.
Lesena
Elemento architettonico in aggetto, con funzione puramente decorativa, a forma di semipilastro o semicolonna di solito con base e capitello. La lesena compare, in diverse tipologie, sulle fronti di mobili a partizione architettonica, soprattutto nel Rinascimento e nel Neoclassico.
Letto a barca
Tipo di letto diffuso nel periodo Impero soprattutto in Francia (lit en bateau) appoggiato alla parete da uno dei due lati lunghi. Le due spalliere hanno in genere profilo curvilineo e sono rovesciate all'esterno; la fiancata esterna può essere foggiata a mezza luna, così da conferire al letto la forma di una barca, ma può essere anche diritta. Questo tipo di letto, spesso collocato in un'alcova, è sovente provvisto di baldacchino.
Lira, a
Espressione riferita a elementi della mobilia (schienali o sostegni) conformati secondo la sagoma curvilinea dell'antico strumento musicale.
Lisca di pesce, a
Tipo di impiallacciatura secondo la quale i fogli di legno vengono giustapposti allo scopo di ottenere, attraverso il gioco alternato delle venature, una configurazione appunto "a lisca di pesce". Questa tecnica, detta anche "a fibre contrapposte", ha avuto enorme fortuna in ebanisteria fra il XVII e il XVIII secolo.
Listello
Fascia rettilinea, piana e sottile, intercalata fra elementi curvilinei concavi o convessi di una cornice o di una modanatura analoga. Fu di largo impiego anche in ebanisteria, a partire soprattutto dal Rinascimento.
Lit à la duchesse
Tipo particolare di letto da parata entrato in auge in Francia nel XVIII secolo, all'epoca, appunto, delle favorite (duchesses). La struttura dell'intelaiatura, riccamente addobbata da preziosi drappi, presenta un baldacchino, della medesima lunghezza del letto, impostato sul muro o sull'alto dorsale e non più sostenuto da colonne.
Lit en bateau
Vedi Letto a barca.
Luigi XIII, stile
Stile francese che travalica i limiti cronologici del regno di Luigi XIII (1610-1643), estendendosi tra la fine del XVI secolo e il 1660 ca.
Luigi XIV, stile
Stile sviluppatosi in Francia durante il regno di Luigi XIV (1661-1715), detto anche Re Sole.
Luigi XV, stile
Stile francese sviluppatosi nel periodo fra il 1740 e il 1760, in concomitanza dell'affermarsi del gusto Rococò; corrisponde solo in parte agli anni di regno di Luigi XV (1723-1774), alla cui morte si era ormai entrati in clima neoclassico (Transizione).
Luigi XVI, stile
Stile che ha caratterizzato le espressioni artistiche durante il regno di Luigi XVI (1774-1793), che vide il ritorno a forme classiche, preludenti al rigore del successivo stile Impero.
Luigi Filippo, stile
Stile sviluppatosi in Francia all'epoca del regno di Luigi Filippo d'Orlèans (1830-1848).
Longherone (anche longarone)
Derivato dal francese longeron, il vocabolo designa, in un mobile, una membratura lignea collocata in senso longitudinale: in particolare, nel letto, è l'elemento orizzontale che raccorda due montanti.
Losanga
Elemento decorativo romboidale impiegato in architettura e ripreso dagli ebanisti di epoca rinascimentale per ornare o ripartire prospetti o specchiature di porte, cassettoni, credenze e armadi. La losanga, iterata in sequenze uniformi o alternata ad altri motivi decorativi, trovò larga applicazione - intarsiata, intagliata a rilievo o incisa - anche nel Seicento e Settecento
LETTERA M
Madia
Mobile rustico italiano, usato per l'impasto e la conservazione del pane. Attestato già dal XV secolo, è costituito da una cassa rettangolare poggiante su quattro sostegni oppure su una struttura a sportelli o cassetti. Il corpo superiore è spesso provvisto di una tavola o di un coperchio incernierato atto a fornire un piano per lavorare il pane.
Maggiolino
Il nome indica quei mobili italiani di linea neoclassica, diffusi soprattutto nell'Italia settendrionale, ascrivibili allo stile o alla produzione del famoso ebanista lombardo Giuseppe Maggiolini (1738-1814). Il maggiolino, o meglio "mobile in stile Maggiolini", si distinque per i sostegni piramidali e per la struttura essenziale, decorata con intarsi a motivi vegetali, paesistici e a nastro. Nei suoi intarsi il Maggiolini fece ricorso a più di ottanta essenze lignee diverse.
Marezzatura
Procedimento decorativo detto anche moirè, con il quale la superfice del legno viene dipinta a imitazione delle essenze di maggior pregio. In voga dal XVI secolo, ha conosciuto un momento di particolare fortuna nell'Ottocento.
Marquise
Poltrona di grandi dimensioni, con cuscino e schienale imbottiti, diffusa in Francia in epoca Luigi XV e XVI. E' di norma bassa e profonda, con i braccioli piuttosto corti, collocati in posizione arretrata per consentire alla dame e ai loro abiti ingombranti di accomodarsi agevolmente. In Inghilterra tale modello prende il nome di courting chair. Col medesimo termine viene inoltre designato un divanetto a due posti di forme analoghe alla poltrona.
Mascherone
Elemento ornamentale plastico di origine molto antica, in genere rappresenta una protome umana o animale, spesso deformata o stilizzata. In metallo o legno trovò applicazione sui mobili italiani del Cinquecento.
Massello
E' la parte più interna, dura e compatta del tronco di un albero, chiamata anche "cuore" o "durame". In ebanisteria viene definita "lavorazione a massello" quella effettuata sul blocco di legno e non sull'asse ricavata dal taglio del tronco.
Mensola
Nell'arredamento è così definito un mobile da parete costituito da un piano e da un elemento di sostegno che si interrompe prima di giungere a terra. Si diffuse particolarmente nel Seicento e nel Settecento, quando venne intagliato in forme anche molto ricercate e adibito all'esposizione di oggetti. Dalla mensola discende la console.
Mobile da centro
Tipo di mobile che viene di norma collocato al centro di un ambiente in modo che sia apprezzabile da tutti i punti di vista. Si oppone ai cosidetti "mobili d'appoggio" - armadi, credenze, cassettoni - che presentano invece il lato destinato a collocarsi a ridosso della parete non lavorato.
Modanatura
Elemento variamente sagomato utilizzato in architettura per differenziare le diverse membrature dell'edificio, sottolineandone i valori plastici e chiaroscurali. In ebanisteria può essere intagliato direttamente sulla struttura lignea oppure lavorato a parte e poi applicato: tra i motivi di maggiore diffusione vanno ricordati il listello, il dentello, il fregio, il cordone, la gola, il becco di civetta.
LETTERA O-P
Ottomana
Divano, diffuso in Francia sotto Luigi XV, di derivazione islamica: presenta uno schienale con cuscini asportabili e un materasso come sedile. Ebbe rinnovata fortuna nell'arredamento dèco.
Pastiglia
Impasto di gesso e colla (cui veniva talvolta aggiunta polvere di marmo) oppure di calce, polvere di marmo, sabbia lavata e caseina. Le proporzioni e gli ingredienti variavano in base all'umidità dell'ambiente, che influiva sull'indurimento e sulla successiva doratura della pasta. La pastiglia veniva applicata sulla superfice lignea da decorare, modellata a leggero rilievo secondo il disegno desiderato, lasciata indurire e successivamente dorata e dipinta. E' una decorazione che si trova soprattutto sui cassoni prodotti in Toscana nel Trecento e nel Quattrocento e che fu usata fino a tutto il Seicento.
Pendaglio
Viene così definito qualsiasi elemento decorativo pendente, a prescindere dal materiale con cui è realizzato e dalla specifica conformazione conferitagli ("a goccia", "a pera", "a ghianda"). In ebanisteria assume talvolta una funzione che va oltre il mero ornamento: in alcuni mobili barocchi, ad esempio, è stato inserito in corrispondenza delle maniglie di ante o cassetti.
Penola
Dentello a sezione rettangolare ricavato all'estremità di un'asse, che va a inserirsi in una cavità di forma corrispondente dando vita a un incastro detto "a cava e penola".
Piallaccio
Foglio di legno pregiato che si applica a un mobile in legno comune per aumentarne il pregio estetico e il valore. Se il suo spessore supera i 5 mm l'operazione è definita "placcatura", altrimenti "impiallacciatura".
Piede
Base o parte terminale di un mobile, che può innestarsi direttamente a esso oppure sostenere una gamba variamente sagomata. Le tipologie sono assai varie: molto comuni sono il piede "a zampa di leone", "a ricciolo", "a mensola", etc.
Pinnacolo
Elemento architettonico, chiamato anche guglia, posto alla sommità di edifici, polittici e mobili di stile gotico. E' costituito da una piccola torre cilindrica, piramidale o conica, sormontata da una cuspide.
Pollice, cerniera a
Denominazione di un tipo di cerniera formata da due elementi piatti che si aprono a forbice. Fu utilizzata in ebanisteria a partire dal tardo Settecento, soprattutto nel Veneto.
Pozzetto
Tipo di sedile italiano diffusosi nel XV secolo e ripreso nel XVIII secondo schemi innovativi che mantengono tuttavia, dell'antico modello, la spalliera avvolgente che continua senza soluzione di continuità lungo i braccioli. Può essere incannucciato o imbottito e, in quest'ultimo caso, avere un rivestimento in pelle o in stoffa e un cuscino mobile.
LETTERA R
Radica
Termine usato in ebanisteria per indicare la formazione legnosa a struttura irregolare, con fibre mosse e ondulate, che si trova in prossimità delle radici dell'albero. I legni ricavati da questa sezione del tronco presentano un aspetto variegato, con marezzature e chiaroscuri di apprezzato effetto decorativo. E' utilizzata per lavori d i impiallacciatura, placcatura e intarsio.
Radicatura
Operazione analoga all'impiallacciatura e che consiste nel rivestire una struttura, generalmente in legno dolce, con fogli di radica tagliati in spessori che variano dai 3-4 mm del Cinquecento al millimetro circa dell'inizio dell'Ottocento. Le essenze ligne più utilizzate sono state quelle di noce e di ulivo ma, a partire dal Settecento, si intensificò l'impiego di legni esotici che, variamente sagomati e disposti, davano risultati simili all'intarsio.
Rastrematura (Rastremazione)
Progressiva riduzione della sezione trasversale del fusto di una colonna. Si dice diretta quando procede dal basso verso l'alto, indiretta quando, più raramente, procede dall'alto verso il basso. E' stato usato, particolarmente, nei mobili Luigi XVI.
Regency
Stile inglese tra il secondo e il terzo decennio dell'Ottocento, quando era reggente il futuro Giorgio IV, allora principe di Galles. E' connotato da un sostanziale eclettismo, risultato di un generico recupero dell'arte classica, egiziana, etrusca e orientale.
Ribalta
In un mobile è l'anta ribaltabile - a esso collegata mediante perni o cerniere - che è posta a copertura di una serie di scomparti o piccoli cassetti e che, abbassata, può fungere da scrivania. A volte il termine viene utilizzato in riferimento all'intero mobile, soprattutto stipi i cassettoni.
Rosetta
Elemento ornamentale di natura floreale, in ebanisteria lo si trova di frequente intarsiato sugli arredi rinascimentali italiani oppure, nei mobili francesi in stile Luigi XVI, intagliato sul dado di raccordo tra corpo e sostegni.
Rosone
Motivo decorativo già impiegato in epoca classica, ripreso nel Rinascimento; è costituito da un disegno floreale riprodotto in modo stilizzato o naturalistico, ma sempre con una disposizione simmetrica rispetto a un centro.
LETTERA S
Sandracca
Resina di provenienza vegetale usata in ebanisteria per ottenere una vernice trasparente da passare sui mobili a imitazione delle lacche orientali, variando con suggestivi effetti la decorazione sottostante.
Savonarola
Importante modello di sedia pieghevole a struttura incrociata, che ha il suo prototipo nella sedia curale romana e che si diffuse nell'arredamento italiano in epoca rinascimentale. Termina in basso con piedi a pattino e in alto con braccioli diritti, uniti posteriormente da una traversa che costituisce lo schienale.
Scanalatura (Scannellatura)
Voce di origine architettonica, di uso comune anche in ebanisteria, utilizzata in riferimento a un tipo di modulazione delle superfici adottata in genere in corrispondenza degli elementi portanti (colonnine e lesene). E' costituita da una serie di solchi rettilinei a sezione semicircolare disposti in senso verticale.
Schienale
In un sedile è così chiamata la parte che funge da poggiaschiena e che può assumere conformazioni assai variabili a seconda degli stili. Il termine designa anche la parte posteriore di un contenitore o di un cassetto, ma in quest'ultimo caso è più appropriato il termine "schienalino".
Scrigno
I romani definivano col termine scrinium una piccola cassa ove conservavano documenti, rotoli e volumi, ma anche unguenti e cosmetici. E' nel Medioevo che con "scrigno" si incomincia a designare un cofanetto o un piccolo forziere per preziosi. La sua evoluzione stilistica nelle varie epoche è legata a quella della cassa e del cassone, ma si differenzia da questi, oltrechè per la mole, per la preziosità delle decorazioni, spesso madreperlacee, eburnee, o di gemme. Nel Medioevo e in età moderna la forma dello scrigno venne spesso adattata ai reliquiari.
Scrittoio
Impiegato spesso come sinonimo di scrivania, il termine designa più propriamente un piccolo mobile analogo al leggio, sovente portatile, nato più per riporvi gli strumenti per scrivere vero e proprio. Per soddisfare anche quest'ultima esigenza è comunque di norma munito di un piano incernierato e ribaltabile, che può essere anche inserito, con leggera inclinazione, nella sua parte superiore.
Scrivania
Mobile per scrivere, di varie forme e misure, diffuso a partire dal XV secolo, ma in gran voga a partire dal XVIII. Può essere concepita come mobile da centro o da parete: nel primo caso ha una struttura "a tavola", con o senza cassetti, e un piano ricoperto da un pannello di cuoio; nel secondo ha spesso una tipologia "a cassettone", con o senza vano centrale per le gambe, e piano a ribalta. Di quest'ultimo tipo interessanti sono le varianti ideate a sostituzione della ribalta per l'agibilità del piano di scrittura: particolari sono le scrivanie "a cilindro" o "a tamburo", la cui parte superiore - con cassetti e piano per scrivere - appare celata da un mezzo cilindro scorrevole. In Italia, soprattutto nel Veneto, ebbero larga diffusione, in età barocca, le scrivanie a doppio corpo, inferiore a cassetti e superiore a libreria.
Secrètarie
Mobile per scrivere a ribalta, con serratura. E' costituito da una serie di cassetti e cassettini, talvolta anche scomparti a colombaia, per la custodia di documenti riservati. Diffuso dal XVII al XIX secolo, può assumere differenti conformazioni: oltre al secrètaire en armoire (vedi), vanno segnalati il secretary book case, caratterizzato da un'alzata adibita a libreria con sportelli a vetri, e il secretary chest on chest, strutturato come due cassettoni sovrapposti di tre e quattro cassetti (il terzo cassetto dell'elemento inferiore è quello ribaltabile).
Secrètaire en armoire
Detto anche à abattant o en tombeau, è un mobile alto e stretto destinato a essere posto contro la parete. La parte superiore presenta una ribalta che nasconde piccoli cassetti e scomparti organizzati in un prospetto architettonico, il corpo inferiore è invece a cassetti o sportelli. Diffuso dalla metà del Settecento, fu in gran voga nell'Ottocento.
Servant
Espressione francese impiegata in relazione a svariati tipi di tavolini, diffusi dal XVIII secolo, accomunati dalla loro destinazione. Trovavano posto nei giardini, nei salotti e nelle sale da pranzo, solitamente agli angoli della tavola, e permettevano ai convitati di servirsi in modo autonomo senza ricorrere ai domestici. Varianti particolari del servant vanno considerati il servidor veneziano e il servomuto.
Servomuto
Tavolinetto a più ripiani in voga nel Settecento. Caratteristico è il servidor veneziano che ha ripiani circolari infilati su di un'asta variamente sagomata. Con servomuto si intende anche il portabiti mobile.
Sgorbia
piccolo scalpello con lama sagomata a sezione curva
Sheraton, stile
Stile che ha caratterizzato la mobilia inglese dal 1790 al 1805 circa; deriva il suo nome da Thomas Sheraton (1751-1806), abile disegnatore di mobili, più che creare nuovi modelli, assimilò e ripropose in chiave nuova linee e motivi già conosciuti, spesso ripresi dal Luigi XVI.
Smusso
Voce usata in ebanisteria per indicare il taglio - realizzato di norma con un'inclinazione di 45° - di uno spigolo o di un angolo di un mobile.
Stipo
Mobile di piccole dimensioni, con il fronte a configurazione architettonica, destinato alla custodia di oggetti rari e preziosi. E' costituito da una struttura a nicchie e cassetti, talvolta celati da un'anta ribaltabile o da sportelli. Ne esistono esemplari di grande pregio, con inserti in avorio, pietre dure e madreperla, risalenti in prevalenza all'epoca rinascimentale e barocca. Compareve in Italia nel XVI secolo e da qui si diffuse nelle altre regioni europee, soprattutto nelle Fiandre e in Francia, dove Andrè-Charles Boulle realizzò splendidi cabinets.
Studiolo
Viene designato un mobile fiorentino - diffuso specialmente dalla fine del Quattrocento al Settecento - strutturato a due corpi sovrapposti: l'inferiore a sportelli, il superiore a cassetti celati da un'anta che, ribaltata, poteva essere impiegata come scrittoio.
LETTERA T
Table console
Tavolo che ebbe la sua comparsa in Francia nel Seicento, destinato ad essere accostato a una parete, solitamente sotto grandi specchi a muro. Intagliato solo sui tre lati visibili, era fornito di un piano sagomato sorretto da quattro gambe. Dalla progressiva semplificazione dei sostegni posteriori nacquero le vere e proprie consoles, appoggiate direttamente al muro.
Taglio fresco
Termine gergale che in falegnameria designa il taglio operato sul legno d'epoca per adattarlo a nuove misure in rapporto a diverse esigenze.
Tamburo
Nome che in ebanisteria viene assegnato a quella alta fascia che corre al di sotto del piano dei tavoli rotondi od ovali.
Tannino
Sostanza complessa molto diffusa nel regno vegetale. Si estrae dalla corteccia di alcuni alberi, frutti, foglie, mediante infusione in acqua e successivo trattamento con alcool e etere
Tarlo lungo
Espressione che nel gergo degli artigiani del legno definisce il solco scavato dal tarlo in un legno d'epoca, messo allo scoperto in seguito a una nuova lavorazione.
Tarsia
Termine derivato dall'arabo tarsi col quale si indicano delle opere di commesso ottenuto combinando insieme elementi sagomati in legno, pietra, avorio e altri materiali su una superficie piana, in modo da ottenere un'immagine.
Testimoni
In falegnameria, vengono così designate quelle giunte sottili che segnano il punto in cui il legno è stato fatto "lievitare" per ottenere uno spessore necessario a creare una mossa molto accentuata. La lievitazione si ottiene aumentando lo spessore del legno incollando opportuni tasselli.
Timpano
In ebanisteria designa la parte di un mobile che nella forma imita il frontone degli edifici classici o rinascimentali.
Tornitura
In ebanisteria è la lavorazione e modellazione di diversi elementi di mobili (gambe, colonnine, traverse, etc.) eseguita col tornio. Diversi sono i tipi di tornitura, che vengono designati in base al nome dell'oggetto che imitano: a vaso, a fuso, ad anfora, a spirale semplice o doppia. La tornitura, in uso già tra i Greci e i Romani, venne ripresa durante il Rinascimento soprattutto in Italia e in Inghilterra. Il periodo d'oro di questa tecnica si è avuto però in Francia nel secolo XVII con lo stile Luigi XIII, quando si sperimentarono le più complesse e virtuosistiche combinazioni dei motivi a tromba, a vaso, a balaustra, etc. Nel XVIII secolo il ricorso alla tornitura divenne più rado, mentre ritornò in auge sia con lo stile Impero sia con il Biedermeier.
Traversa
E' l'asse trasversale, variamente sagomato, che serve a unire e a rinforzare le gambe di tavoli e sedie.
Traverso
In falegnameria è l'elemento trasversale che serve a unire e a rinforzare i montanti dello schienale dei sedili.
Trumeau
Termine francese che in origine designava la porzione di parete compresa tra due vani o due finestre. Dal secolo XVIII indica una specchiera collocata nel medesimo spazio e frequentemente posta sopra una console. Il termine composto bureau-trumeau indica invece, insieme all'italiano trumò, un mobile assai diffuso nei secoli XVII e XVIII. Esso era composto da un cassone e da un'alzata chiusa con due ante, riuniti da un piano ribaltabile. Di particolare eleganza erano i trumò veneziani laccati a cineserie e impiallacciati in noce.
LETTERA V
Vermeil
Termine francese designante l'argento dorato con un'amalgama d'oro e di colore vermiglio. Al secolo XIV risalgono i primi manufatti dorati con questo metodo. L'oggetto ricoperto con l'amalgama d'oro e mercurio era introdotto in un forno 'a muffola' dove, a causa delle alte temperature, il mercurio volatilizzava lasciando aderire solamente l'oro alla superficie.
Voluta
In architettura e in ebanisteria indica una modanatura curvilinea, spiraliforme o a foggia di foglio di carta parzialmente arrotolato. Caratteristiche sono ad esempio le volute del capitello ionico, dei braccioli dei sedili in stile Luigi XIV, o dei sostegni a capriolo dei sedili Luigi XV. Volute a C e a S sono dette quelle a spirale aperta, frequenti nella mobilia barocca. Nell'ebanisteria barocca fiamminga era impiegata la cosiddetta voluta doppia, formata da due volute a C contrapposte e unite.





